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Turismo: Bocca lancia l’allarme, “crescita a tasso zero nel 2010”
Fatturato e tariffe i nodi irrisolti. “Bisogna agire sulla leva fiscale per limitare l’emorragia occupazionale”
“Il primo semestre del 2010, turisticamente parlando, segna un indice a crescita zero senza aumenti né decrementi, a dimostrazione di una situazione economicamente ancora in crisi”. È quanto afferma il Presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, alla lettura dei dati relativi al monitoraggio effettuato dalla Federazione, sui primi sei mesi del 2010. I mesi peggiori? Per le presenze, gennaio (-2,2%), aprile (-1,4%) e maggio (-1,7%), compensati dall’exploit di marzo (+4,4%) e dalle performances positive registrate a febbraio (+1,5%) e giungo (+1,3%). L’esito è uno 0-0 col 2009, che non rallegra di certo gli operatori.
“Il risultato - commenta infatti Bocca - ci porta a denunciare, pur in un contesto di maggior competitività tariffaria dell’offerta (-1% da gennaio), un calo attorno almeno al 5-7% dei fatturati delle imprese”. Tariffe e fatturato sono il tallone d’Achille di un settore che ha risentito pesantemente degli effetti della crisi e che nutre ben poche speranze di poter riportare indietro le lancette dell’orologio all’indomani della ripresa economica che verrà.
Una previsione unanime, condivisa anche dalle associazioni degli albergatori di Casa Confindustria. “I prezzi non torneranno ai livelli ante-crisi per cambiamenti strutturali del mercato che si sono verificati nell’ultimo triennio” prevede infatti Renzo Iorio, AD Accor Hospitality Italia e vice-presidente vicario di Federturismo Confindustria. A fronte di marginalità ridotte, prosegue Iorio, “le imprese dovranno effettuare una selezione sempre più alta dei collaboratori , con una difficoltà oggettiva a far aumentare l’occupazione, riportandola essa stessa ai livelli ante-crisi”.
E i dati Federalberghi lo dimostrano, evidenziando un segno meno in tema di occupati nel settore da gennaio a oggi: -3% è il dato complessivo. “Le nostre imprese – entra nei dettagli Bocca – sono state costrette a espellere non solo lavoratori a tempo determinato (-2% da gennaio a giugno) ma anche quelli a tempo indeterminato (-3,7% da gennaio a giugno) per abbattere i sempre più crescenti costi d’esercizio”.
Segnali leggermente migliori provengono dall’incremento del RevPar dall’inizio dell’anno. Secondo l’ultima indagine commissionata a Str Global da Confindustria Alberghi, da gennaio a maggio 2010 la variazione dell’indice che misura il fatturato generato per camera disponibile è in ripresa nelle principali città italiane. Torino in testa, con un esplosivo +26,7% legato al boom di presenze registrate a maggio durante l’ostensione della Sindone. Al secondo posto Firenze (+10,1%), seguita da Venezia (+2,5%), Milano (+1,8%) e Roma (+0,9%). Risultati che non compensano tuttavia il forte calo registrato nel 2009, con una media nazionale che ha visto scendere il RevPar del -15,5%, con cali a doppia cifra in tutte le grandi città italiane.
“I volumi nel 2010 stanno quindi lentamente riaumentando” sostiene Maria Carmela Colaiacovo, Presidente di Confindustria Alberghi “ il nodo resta quello delle tariffe, perché si è lavorato su un aumento dell’occupazione camere con un abbassamento dei prezzi”.
Ma se la ripresa non sarà accompagnata da un balzo in avanti delle tariffe, quali le soluzioni per il futuro? La richiesta ancora una volta è unanime: servono interventi che incidano sulla leva fiscale e in particolare sul costo del lavoro. “È tempo – torna a chiedere Bocca - che il Governo, che pur ha colto alcuni nostri segnali, metta ora mano a misure di politica economica favorevoli al settore, per consentirci di interrompere l’emorragia di lavoratori ed al contempo avviare una fase di reale recupero di quote di mercato”.
Al primo posto, la riduzione dell’Iva turistica che penalizzerebbe le imprese italiane sul piano della competitività internazionale. E poi l’Irap. “Capiamo che è un momento in cui non ci sono le risorse – sostiene Iorio – però interventi che tendano a accrescere la base imponibile sarebbero interessanti”. Proprio sui temi fiscali Confindustria annuncia che presto presenterà al Ministero delle Finanze una propria proposta con una serie di suggerimenti e idee, alcune a costo zero. Con un’attenzione particolare alla locazione turistica. “Si è parlato di un’aliquota flat sulla locazione – conclude così Iorio – trattare cioè al 20% i redditi da locazione, in un settore in cui la proprietà immobiliare e la gestione sono sovente separate, può aiutare a migliorare a il profilo di sostenibilità di tante strutture”.
G.T.
(15/07/2010)


