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Turismo Roma: tavolo di concertazione per tassa di soggiorno
L’annuncio è arrivato nel tardo pomeriggio del 12 luglio: il Vice-Sindaco di Roma, Mauro Cutrufo, convocherà per la prossima settimana un tavolo di concertazione con le parti sociali per discutere della tassa di soggiorno. La decisione è stata presa al termine della riunione delle commissioni turismo e bilancio. Prima della riunione le parti sociali del settore turistico avevano indetto una conferenza stampa congiunta per ribadire con urgenza “la necessità di creare un tavolo di concertazione per un manovra di 80 milioni di euro l’anno”, come ha spiegato il Presidente della Commissione Turismo del Comune di Roma, Alessandro Vannini Scatoli, confermando la richiesta unanime proveniente dal mondo imprenditoriale e sindacale del settore.
L’imposta, come è stato confermato dal giornalista Andrea Pancani nella mattina, c’era già nel 1989 e fu eliminata perché il costo di esazione era superiore al gettito, ma il debito di 12 miliardi di euro delle casse dell’amministrazione capitolina spinge comunque verso soluzioni di “cassa” che, per i contratti già in essere, attingono dalle risorse degli imprenditori turistici, agenzie di viaggio e tour operator. Il periodo di applicazione dell’imposta partirebbe dal 1 gennaio 2011 fino al 2047, per il momento, però, questi fondi non sarebbero reinvestiti nella città o nei servizi. Gli imprenditori del turismo lamentano di dover pagare lo scotto di un debito pubblico legato a difficoltà gestionali, mentre gli altri settori produttivi hanno ricevuto incentivi – com’è per l’agricoltura o il settore dell’auto. L’immagine di un turismo che si alimenta da solo si scontra con gli ultimi dati diffusi dalla Federalberghi che mostrano un primo semestre
“Manca una mentalità imprenditoriale da parte dell’amministrazione del Comune” l’amara critica di Andrea Costanzo, Presidente Fiavet, “Abbiamo iniziative culturali di promozione del territorio in alta e altissima stagione”, spostandole in periodi di bassa potrebbero destagionalizzare il territorio romano. Senza contare che “il 40% del turismo della Capitale – continua Costanzo - è composto da scolaresche, turismo sanitario e business” e per questi segmenti anche pochi euro fanno la differenza.
Le ricadute sul settore dell’applicazione di un’imposta di soggiorno sono molteplici. Anche l’immagine di Roma, rispetto ai principali competitors internazionali, ne viene danneggiata. “Solo il parlarne ha creato dei danni” lamenta Giuseppe Roscioli, Presidente di Federalberghi Roma, incidendo sull’attività di promozione che di Roma e del Lazio viene portata avanti dalle agenzie che lavorano per la valorizzazione del territorio.
Ma come verrà applicata la misura? “Il principio – ha spiegato Cutrufo - è che il contributo più sarà basso e più sarà spartito fra tutti quelli che usufruiscono dei servizi della città visitandola, e quindi meglio sarà accolto dai singoli e dai mercati”. Gli imprenditori metteranno sul tavolo una serie di proposte per far fronte al momento che sanno difficile, cercando una redistribuzione equa dei sacrifici: da una City tax che incida su tutte le transazioni che avvengono sul territorio al ristorno di parte dell’Iva sui territori più virtuosi, che producono cioè un maggior gettito.
Nell'attesa che si apra il confronto col Comune, imprenditori e sindacati serrano i ranghi e puntano a un unico obiettivo: che a pagare non sia solo il turismo.
Daniele Di Giovanni
(13/07/2010)


