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Meeting industry: Mpi, un giro d’affari pari a 16,9 mld di dollari nel mondo
A Venezia la XIX Assemblea Nazionale di Mpi Italia Chapter: con 325 soci, diventa il capitolo più grande d’Europa
“Con 23mila associati nel mondo, 80 dipendenti a tempo pieno ripartiti su cinque uffici nei vari continenti, un valore calcolato sui 16,9 miliardi di dollari e una fondazione che gestisce 2 milioni e 300mila dollari in ricerca e sviluppo, MPI è sicuramente uno degli strumenti principali per rispondere alla crisi che ha fatto sentire il suo peso anche nella meeting industry”. Sono questi i numeri di MPI International, la maggiore associazione internazionale dei meeting professionals. A snocciolarli è il nuovo Chairman dell’International Board of Directors di Mpi (il massimo organismo decisionale), Eric Rozenberg, intervenuto a Venezia alla XIX Assemblea Nazionale del Capitolo italiano dell’Associazione.
Il settore è in ripresa. Lo dice l’ultimo Mpi Business Barometer (aprile 2010) che registra un crescente ottimismo da parte degli operatori, al 57% convinti che le attuali condizioni di business siano migliorate rispetto all’anno passato, mentre il 64% prevede che continueranno a migliorare. E nell’ambito dell’organizzazione di congressi, lo conferma anche il Rapporto dell’Osservatorio del Congressuale Italiano: la ripresa data già II° semestre 2009 che, grazie all’aumento della durata media degli eventi (da 1,62 a 2,6 giorni), della dimensione media e del numero di congressisti (+2,82% rispetto al 2008), ha visto le presenze congressuali superare la soglia dei 35 milioni e mezzo nel complesso dell’anno.
“La crisi ci lascia un’eredità positiva” spiega Rozenberg “ora siamo più consapevoli di quanto sia decisivo misurare quel che facciamo, per farne capire l’importanza alle persone”. I prossimi obiettivi strategici di Mpi? L’impegno nella formazione, per elevare il grado di professionalità del settore; la creazione di “connection value”, sfruttando appieno le potenzialità delle nuove tecnologie e la produzione di contenuti a beneficio della filiera. “A giorni lanceremo il nuovo sito e approfondiremo, con indagini ad hoc, l’utilizzo strategico degli eventi” conclude Rozenberg.
Intanto Mpi Italia Chapter diventa il capitolo più grande d’Europa: il sorpasso storico dell’UK Chapter è stato realizzato grazie al Past President Alan Pini e alla sponsorizzazione della sua azienda, Teknocongress. 25 nuove iscrizioni student hanno portato così a quota 325 i soci del Capitolo italiano. “È un successo che ci onora tutti” afferma la Neo-Presidente, Angelina Domina, “e conferisce un ulteriore stimolo a tutto il nuovo board, affinché nell’anno sociale che ora inizia questo risultato sia confermato e persino superato”. Come? “Seguendo le linee-guida di Rozenberg” spiega la Domina “offrire contenuti utili alla filiera per rafforzare la membership e promuovere un atteggiamento sempre più customer-oriented tra gli operatori della meeting industry”.
C’è poi il versante istituzionale da non sottovalutare, che spetta a Federcongressi, come ricorda il suo Presidente, Paolo Zona. Due mission diverse, quelle di Mpi e di Federcongressi, che viaggiano però in parallelo. Se tre dei sette soci del Consiglio Direttivo di Federcongressi sono soci Mpi, l’Italia Chapter ha già aderito alla nuova Federcongressi, trasformatasi in associazione di primo livello. “In quanto Capitolo di un’Associazione internazionale, Mpi manterrà un suo proprio profilo all’interno della nuova realtà” spiega Zona “ma ci auguriamo che tutti i suoi soci confermino la loro iscrizione, facilitata dall’accordo raggiunto con Mpi, per una quota speciale riservata ai suoi membri di soli 100 euro l’anno”.
Allo stato attuale Federcongressi ha circa 350 soci “di cui 60 mai iscrittisi ad alcuna altra associazione” spiega Zona e il tandem con Mpi prosegue “con un accordo per lo sviluppo congiunto del Learning center, il centro di formazione perenne della Federcongressi, creato negli scorsi mesi”.
E le istituzioni? Se da Rimini, sede della Btc 2010, il Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, annuncia l’inizio della fase operativa di costituzione del Convention Bureau Nazionale, a Venezia la Regione ha già stanziato, sin dal 2004, 360.000 euro per l’analogon veneziano, spiega l’Assessore al turismo della Provincia, Georgia Andreazza. Il tavolo tecnico di lavoro c’è, con Regione, Provincia, Apt e i Consorzi di promozione turistica a disegnare il nuovo organismo che dovrebbe rilanciare il congressuale nell’area. “Con 33 milioni di presenze turistiche l’anno, Venezia è al primo posto tra le province italiane” prosegue Andreazza “dal settore congressuale ci aspettiamo che porti qualità, non solo destagionalizzazione ma anche continuità”. L’obiettivo è reinserire la città nel circuito dei “congressi che contano” che sono stati solo 18 nel 2009, troppo pochi, secondo l’Assessore.
Mpi Italia, da parte sua, annuncia di volersi candidare per ospitare la prossima edizione dell’ European Forum on Sustainability in the Meetings Industry, conclusosi da poco in Belgio. In sintonia con gli obiettivi dell’Associazione a livello mondiale che, spiega Rozenberg, vede nella “corporate social responsability” e nella sostenibilità fattori-chiave di sviluppo della meeting industry.
Giulia Tossici
(07/07/2010)
In foto: il nuovo Consiglio Direttivo di Mpi Italia Chapter


