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Trasporto aereo: a Roma il vertice di Air France, KLM, Delta Air Lines per firmare l'ingresso di Alitalia nella joint venture transatlantica

 

Prima l’incontro di Parigi alla fine di giugno tra i vertici di Altalia e Air France-KLM in occasione del decimo anniversario dell’alleanza SkyTeam, il 5 luglio il vertice a Roma dei quattro CEO di Air France (Pierre-Henri Gourgeon), KLM (Peter Hartman), Alitalia (Rocco Sabelli), Delta Air Lines (Richard Anderson) per firmare l’ingresso di Alitalia nella joint venture transatlantica con Air France-Klm e Delta Air Lines, la cui forza si esprime in 250 voli e 55.000 posti offerti al giorno, 20 voli giornalieri tra 5 scali negli Stati Uniti e gli aeroporti di Roma-Fiumicino e di Milano-Malpensa. Con l’ingresso di Alitalia, la joint venture esprime il 26% circa dell’intera capacità transatlantica e genera ricavi annui stimati per oltre 10 miliardi di dollari. La partecipazione alla joint venture dovrebbe portare ad Alitalia “un beneficio annuo di 50 milioni di euro nel risultato operativo, quando sarà a regime, entro 2-3 anni”, secondo Sabelli. La partecipazione di Alitalia alla joint venture ha effetto retroattivo dal 1° aprile 2010 e fa parte di un accordo a lungo termine valido almeno fino al 31 marzo 2022.
Quattro fra le più grandi compagnie aeree (circa 250 milioni di passeggeri trasportati nel 2009) dell’alleanza SkyTeam a Roma per lanciare l’«offensiva» sulla direttrice Europa e il Nord America. “Il traffico transatlantico rappresenta il più strategico e competitivo dei mercati – ha sottolineato Rocco Sabelli – ed è fatto da oltre 60 milioni di clienti all’anno che vanno da una sponda all’altra dell’Atlantico. Di questi, SkyTeam è leader con 16/17 milioni di passeggeri e opera con 90 mila voli sugli oltre 350 mila che su questa direttrice si sviluppa nell’anno”. Sabelli ha precisato che il mercato italiano è il quarto dopo Francia, Germania, Inghilterra “e vale poco meno dl 10% con 4 milioni 700 mila passeggeri all’anno che dall’Italia e per l’Italia si muovono sulle rotte transatlantiche”.     
L’amministratore delegato di Alitalia nel corso della conferenza stampa ha voluto anche “rassicurare” quanti vedono una scarsa liquidità nelle casse della Compagnia Aerea Italiana: al 30 giugno Alitalia ha una disponibilità finanziaria di 500 milioni di euro tra cassa e linee di credito disponibili. Ma soprattutto ha smentito le indiscrezioni su un ipotetico rifinanziamento del Gruppo e “non c’è nelle nostre prospettive un’operazione di fusione con Air France. Il fatto dirimente è quello che stiamo facendo e cioè joint venture virtuali che hanno gli stessi benefici di un merger, mantenendo le compagnie con una propria autonomia e brend e lasciandole separate sino a quando questo ha senso” ha aggiunto Sabelli.
“Il nostro piano industriale, che è stato approvato (l’aggiornamento) il 12 maggio, non prevede aumenti di capitale – ha proseguito Sabelli – e i numeri ci fanno pensare che gli obiettivi saranno rispettati”. Il primo semestre di Alitalia “ha fatto registrare un buon miglioramento con il 3% in più dei passeggeri sul semestre 2009 e, senza la nube islandese, avremo fatto il doppio in termini di crescita”.
L’amministratore delegato di Alitalia, Rocco Sabelli, ha voluto anticipare qualche dato sulla semestrale che verrà presentata per l’approvazione nel Consiglio di Amministrazione del 30 luglio: crescita del 10% sui ricavi; 9 punti in più di tasso di riempimento degli aerei; crescita del 30% sui voli intercontinentali grazie anche ai nuovi voli su Miami e Los Angeles e del 13% sui voli internazionali.

 

Enzo Di Giacomo

 

(06/07/2010)

 

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