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Industria alberghiera: nasce Confindustria Hospitality
Presentato a Roma il nuovo protocollo di collaborazione tra Confindustria Aica e Alberghi: un coordinamento permanente di più di 2500 imprese con oltre 5 mld di fatturato
Un protocollo per coordinare stabilmente le aziende del settore alberghiero di Confindustria e aumentare l’impegno della Confederazione nel settore del turismo. Questo è Confindustria Hospitality, progetto nato dall’accordo tra Aica (Associazione Italiana Catene Alberghiere) e Confindustria Alberghi che coordinerà permanentemente le oltre 2500 aziende alberghiere di Confindustria, per un totale di 70 mila dipendenti e un fatturato che supera i 5 miliardi di euro.
Motivano la sottoscrizione del nuovo protocollo diverse esigenze, in primis quella di dare una maggiore rappresentatività sui tavoli istituzionali alle imprese e alle associazioni del comparto alberghiero. Un’esigenza dovuta anzitutto “al difficile momento che il settore sta attraversando a livello internazionale” ha spiegato la Presidente di Confindustria Aica, Elena David, durante la presentazione del protocollo tenutasi il 1 luglio a Roma presso la sede Confindustria. “Ma che è anche legata alla particolare situazione del nostro Paese”, ha aggiunto David.
Diversi infatti gli elementi e le problematiche che animano il panorama italiano. Da una parte, e come emerge dai dati raccolti da STR Global a maggio 2010 per Aica, in Italia c’è un’industria che tenta di reagire alla crisi. In questo, il 2010 vede rispetto al 2009 l’occupazione in crescita del +9%, il RevPar in positivo del +10% e un fatturato che è tornato a crescere. Nel solo 2009, però, si è avuta per il Ricavo Medio Camera una perdita del 5-6% che, aggiunta alla stessa perdita percentuale dell’anno precedente, significa oltre il 10% in meno di Ricavo Medio Camera dal 2008 a oggi. “Un dato che priva la crescita del RevPar – un parametro basato solo sull’occupazione delle camere – di ogni valore aggiunto” ha osservato la Presidente David.
La situazione italiana rilevata da STR Global è comunque in linea con gli altri paesi europei, soprattutto Francia e Spagna, nostri diretti competitors. La aggravano però alcuni specifici elementi. “Oltre alle questioni già note da tempo – l’assenza di governance e di azioni promozionali unitarie a livello nazionale, la frammentazione di enti e risorse per il turismo – c’è innanzitutto la questione della tassa di soggiorno per gli alberghi della Capitale” ha spiegato la Presidente Aica. Misura che, anche se prevista per i clienti, di fatto “porterebbe un aumento dei costi per le aziende su un conto economico che è già in progressivo ‘prosciugamento’, poiché manca la parte alta di ricavo medio camera e l’elemento di redditività pura ad essa collegato” ha sottolineato Elena David. Un provvedimento che la Presidente di Confindustria Alberghi, Maria Carmela Colaiacovo, definisce “un caso palese di concorrenza sleale, destinato solo agli alberghi e non a tutti i tipi di strutture ricettive”. “Servirebbero invece”, ha aggiunto Colaiacovo, “forme di contributi al Comune per migliorare i servizi ai turisti e non solo per coprire i buchi di bilancio”.
C’è poi la questione degli standard di classificazione alberghiera da poco trasformati, secondo decreto del Ministero del Turismo, in una parametrazione nazionale unica con un sistema di star rating qualitativo. Un’iniziativa di per sé lodevole, ha detto la Presidente David, ma che “è piovuta dall’altro, senza interpellare le associazioni di categoria”, che non tiene conto “dei bisogni reali dei clienti e non considera i tempi tecnici necessari all’attuazione di simili cambiamenti”. La situazione è urgente anche perché – ha continuato David – alcune regioni hanno iniziato a rendere esecutive le nuove norme. “Purtroppo, sebbene Confindustria, Confesercenti e Federalberghi abbiano richiesto due volte un incontro col Ministro, non abbiamo ancora avuto risposta”, hanno spiegato all’unisono le Presidenti.
“Su simili questioni il dialogo con le istituzioni e la rappresentatività territoriale delle imprese sono fondamentali per non lasciare che tali tematiche passino senza essere adeguatamente monitorate”. ha sottolineato Colaiacovo
Ma se quello di una più incisiva rappresentatività dell’industria alberghiera sui tavoli istituzionali è lo scopo primario di Confindustria Hospitality, hanno guidato la nascita del nuovo protocollo anche altri obiettivi riguardanti la stessa realtà associativa della Confederazione. Infatti, il coordinamento permanente tra Aica e Confindustria Alberghi punta anche a una migliore condivisione delle risorse amministrative e una maggiore coesione delle politiche associative, alla realizzazione di iniziative in favore degli iscritti e di politiche di co-marketing per promuovere le aziende confederate all'esterno e all’interno della federazione stessa. Guidati sempre da un’idea semplice ma efficace: “quella che chiaramente è l’aggregazione che fa la forza” ha concluso Maria Colaiacovo.
Sara Belardi


