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Turismo: occupazione 2010, +27% nell'extralberghiero

L’Euro debole e una gestione attenta delle risorse umane riusciranno a dare respiro al turismo? L’ultimo rapporto Isnart-Unioncamere, 3° Dossier sul turismo, suggerisce che la risposta sia si. La fiducia degli operatori del settore per una ripresa dei consumi si riflette nelle previsioni di un +27% di occupati nel settore extralberghiero e, per la maggior parte degli intervistati, il numero dei lavoratori alberghieri dovrebbe mantenersi stabile o in lieve calo.
L’indagine, svolta nella prima metà di Aprile su circa mille esperti nel panel del turismo, si concentra su tre aspetti chiave dell’industria turistica: il rapporto qualità/prezzo dell’offerta, l’occupazione e le strategie di comunicazione.
Per la stagione estiva e invernale 2010 il 60% del campione prevede una sostanziale stabilità dei prezzi e un incremento della domanda extra-area Euro. La valuta più debole porta infatti a una diminuzione del costo relativo dell’offerta turistica. Questo consentirà di migliorare la qualità del servizio, per circa il 40% degli intervistati, senza toccare in modo incisivo la leva dei prezzi. L’indagine sembra delineare un freno alla tendenza registrata nel 2009, durante il quale la leva è stata utilizzata in maniera importante: l’hôtellerie ha infatti registrato un calo dei prezzi del -8,8% che ha inciso sui fatturati delle aziende per -11 punti percentuali. Questa strategia ha fatto sì che, rispetto al calo di -4,3 punti percentuali di vendite prospettato per la fine dell’estate 2009, l’anno si sia chiuso con un -3,1%.
I dati Isnart sul primo trimestre del 2010 mostrano inoltre che i costi delle camere sono scesi del -2,8% rispetto allo stesso periodo del 2009. Nel dettaglio, a fronte di un calo più consistente per gli hotel a 3 stelle (-4,8 punti percentuali, dagli oltre 76 euro del 2009 a circa 72 euro del 2010), si rileva la crescita dei prezzi per gli hotel di alta categoria (+8,8 punti percentuali, corrispondente a circa 10 euro in più per una camera doppia).
Il dato più rilevante emerso dall’indagine riguarda comunque il cambio di strategia organizzativa nel settore del turismo. Gli operatori tenderanno a semplificare la gestione ricorrendo all’innovazione tecnologica e all’ottimizzazione delle risorse umane: meno dipendenti con competenze manageriali e più collaboratori esterni con contratti stagionali. Sul versante della promozione delle strutture ricettive, gli operatori ritengono più funzionali campagne di direct marketing che utilizzino mailing list mirate ai potenziali clienti. Sicuramente un modo per ridurre i costi e fidelizzare il viaggiatore, anche se per garantire maggior appeal alle destinazioni sono ancora le campagne pubblicitarie tradizionali – cartellonistica e televisione – a incontrare il favore degli intervistati.


 

D.D.G.

 

(24/06/2010)

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