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Turismo: Bocca, “Tassa di soggiorno? Solo se estesa a tutti”
FEDERALBERGHI COMPIE 60 ANNI, A ROMA
Cutrufo: “Tavolo di lavoro per misura condivisa”. Garanti di eccellenza: Berlusconi, Brambilla e Polverini
Prosegue il braccio di ferro tra gli albergatori romani e l’amministrazione capitolina sulla reintroduzione della tassa di soggiorno. All’Auditorium Parco della Musica di Roma, di fronte a una platea di 800 albergatori intervenuti alla 60° Assemblea Annuale della Federalberghi, il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo, promette l’istituzione di un tavolo di lavoro con gli operatori per concertare la misura. Garanti “di eccellenza” sono Renata Polverini, Presidente Regione Lazio, il Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla e il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che non ha voluto mancare all’appuntamento.
“Siamo contrari a una tassa che gravi solo sugli albergatori” scandisce il Presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, “non possiamo assorbire l’intero costo dell’operazione né agire a rialzo sui prezzi, una leva competitiva decisiva”. Se ne potrebbe parlare “soltanto se la tassa venisse estesa a tutte le classi imprenditoriali che beneficiano dell’indotto turistico, sul modello della city-tax di New York”. Un’ipotesi al vaglio del Campidoglio, apre Cutrufo.
“Almeno si agisca sulla riduzione dell’Iva turistica, dal 10 al 5%”, prosegue Bocca. La presenza di Berlusconi è un’occasione unica infatti per discutere di fiscalità. In cima alla lista della cose da fare per la Federalberghi, c’è la riduzione del costo del lavoro: un primo passo sarebbe toglierlo dal calcolo dell’IRAP. Un impegno “che fa parte del programma di governo e che realizzeremo appena possibile” promette Berlusconi.
I tempi sono maturi, poi, per alleggerire le imprese dal peso della burocrazia, incalza Bocca. Che chiede“una revisione della regola tecnica di sicurezza antincendio e il superamento dell’attuale normativa che è la più penalizzante d’Europa”. La proroga è stata varata, ricorda il Ministro Brambilla. Ma è proprio col “regime delle proroghe” che bisogna voltare pagina, perché “non garantiscono certezza alle imprese e agli organi di controllo”, sostiene Bocca.
Il Governo ha in cantiere le aree a “Burocrazia Zero”, annuncia il premier, “un’idea rivoluzionaria che mira a rinviare i controlli ex-post per facilitare la creazione di nuove imprese”.
E per le infrastrutture? “E’ pronto un piano da 125 miliardi” rivela Berlusconi, che torna a parlare del Ponte sullo Stretto di Messina. “L’appalto è stato vinto da un consorzio di imprese italiane e i lavori sono già iniziati”. Bocca, però, guarda al traffico aereo. Perché non riconvertire molti dei piccoli aeroporti militari a uso civile?
In tema di offerta alberghiera, poi, resta il problema della sua eccedenza. “Con 1,1 milione di camere siamo primi in Europa, ma se guardiamo al tasso lordo di occupazione media scaliamo ben al 20°posto, con il 31,3% rispetto a una media europea del 36,4%”, spiega Bocca. Oltre all’incremento dei flussi turistici, “bisogna frenare perciò il continuo rilascio di nuove licenze, concentrando tutte le risorse nella riqualificazione del parco alberghi esistente”. E chi non riesce a stare sul mercato deve poter riconvertire la propria attività.
Se dalla Polverini arriva l’impegno a aumentare la permanenza media dei turisti nel Lazio sino ai livelli nazionali (3,92 giorni), con l’obiettivo di fatturare un miliardo di euro in più; Berlusconi e Brambilla annunciano il varo di un “Piano straordinario per il turismo”.
“2 miliardi di euro per il settore: incentivi anche nella ricettività, con 800 milioni di euro, dai fondi europei, per interventi di manutenzione e ampliamento delle realtà esistenti”, assicura il Ministro. Sul fronte dei Buoni-Vacanza “c’è poi il rifinanziamento in atto, mentre abbiamo esteso all’ultima settimana di agosto la spendibilità di quelli già circolanti”.
Una buona notizia in un anno non ancora roseo. “Ci attendono tempi duri” prevede Bocca “il
Con la stagione estiva alle porte, conclude il Presidente, diventa urgente “sbloccare l’assunzione per le imprese turistiche di oltre 20.000 apprendisti” a rischio, dopo che la Corte Costituzionale ha accolto il ricorso presentato da un gruppo di Regioni contro la legge sulla formazione esclusivamente aziendale in ambito di apprendistato (art.23, comma 2 della legge n. 133/2008). Ripristinando le competenze regionali in materia, la sentenza torna così a far interrogare il settore sul tema di una governance unitaria del turismo. “Un riassetto istituzionale è necessario” conclude Bocca.
Giulia Tossici
(09/06/2010)


