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Turismo scolastico: 370 mln di euro per 1,3 mln di studenti
370 milioni di euro per 1,3 milioni di studenti: questi i numeri del turismo scolastico italiano, relativo agli istituti di secondo grado. Il rapporto 2010 del Touring Club scatta un’istantanea sulle gite d’istruzione da cui emergono alcune importanti novità. Le destinazioni estere sorpassano, per la prima volta, quelle italiane grazie anche ai voli low cost. Gli studenti si muovono sempre più verso Praga, Barcellona, Berlino e Parigi mentre, se restano in Italia, la scelta cade sulle classiche Roma, Venezia Firenze o Napoli. Le mete d’oltralpe costano, in media, 350 € a studente che scendono a circa 200€ se si resta in Italia. L’autobus resta comunque il mezzo più scelto per i trasferimenti (60%).
Una ricetta per venire incontro alla voglia “d’estero” degli studenti proviene da Roberto Ruozi, Presidente del Touring Club Italia, che ha sottolineato come “un viaggio all’estero possa tradursi anche in uno strumento d’integrazione dei ragazzi che provengono da altri Paesi e che potrebbe, inoltre, essere vissuta in periodi in cui le strutture ricettive hanno meno clienti, favorendo in questo modo non solo la destagionalizzazione dei flussi turistici ma anche un maggior contenimento dei costi”.
Il saper viaggiare come competenza che gli insegnanti devono trasmettere agli studenti, questo uno degli obiettivi del Touring Club, che dichiara di voler attuare con una formazione mirata per la classe docente. “Guidare i ragazzi alla scoperta del loro Paese portandoli in destinazioni che probabilmente non visiterebbero se non in occasione della gita – prosegue Ruozi – costituirebbe senz’altro a connotare il viaggio d’istruzione come un’esperienza diversa da quella vissuta con la famiglia e gli amici”.
Un turismo più consapevole in grado di formare i viaggiatori di domani con un occhio attento alle particolarità del territorio. Per ora la storia e l’arte restano le principali motivazioni del viaggio d’istruzione (90,9%) seguite dallo studio delle lingue straniere (44,2%). Meno rilevanti la natura (13,3%) l’archeologia (10,9%) e la scienza (7,3%) e lo sport (2,4%).
D.G.


