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Turismo Lazio: 5 milioni di euro dalla Regione per lo sviluppo del plein air
A S.DONATO VAL DI COMINO IL CONVEGNO SU "PLEN AIR. UN'OCCASIONE PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO"
“COSA hai fatto? COME sei stato? QUANTO hai speso? Ah… ma DOVE sei stato??”. E’ questa la nuova scala delle priorità del turista del XXI secolo. Parola di Josep Ejarque, Presidente dell’Associazione Professionisti e Manager del Turismo, intervenuto al convegno “Plein Air. Un’occasione per lo sviluppo del territorio”, promosso dalla Regione Lazio il 10 ottobre a S.Donato Val Di Comino (FR) e organizzato dall’Agenzia Sviluppo Lazio, in collaborazione con l’ATLazio, Agenzia di Promozione Turistica di Roma e del Lazio.
“Si è attuato ormai il passaggio dal turismo di destinazione a quello di motivazione”, spiega infatti Raffaele Jannucci, Direttore Editorialedi PleinAir, la rivista di riferimento del turismo itinerante italiano. “Non è più l’offerta, bensì la domanda a costruire”. La destinazione tout court, pur con le sue bellezze e attrattive, non basta più. “Bisogna fare della destinazione un vero prodotto turistico, dare cioè al territorio una personalità” puntualizza Antonio Percario, moderatore del convegno, esperto di marketing territoriale e docente di Economia del Turismo all’Università di Perugia.
Il “DOVE” quindi, nel mercato attuale, da punto di partenza dell’offerta turistica si è trasformato in punto di arrivo di un lungo processo di organizzazione dell’offerta locale che punti a costruire un’identità forte dei singoli territori lavorando sulla base delle peculiarità preesistenti. Un’identità differenziata da tutti gli altri prodotti turistici sul mercato, e diversificata al suo interno, quale polo di molteplici motivazioni al viaggio. “Si vince oggi sul mercato – spiega Ejarque – proponendo una pacchettizzazione dell’offerta turistica del territorio, un’offerta integrata che metta in rete gli operatori locali e si avvalga di sinergie efficaci specialmente tra pubblico e privato”.
Ma ciò è possibile soltanto, rincara Jannucci, a patto di intendere il territorio come “la principale fonte di energia rinnovabile del turismo”. Un’energia che “il marketing turistico deve recuperare per lo sviluppo sia del settore che delle destinazioni e che vede proprio nel Plein Air il linguaggio stesso di questa rigenerazione”. Il turismo itinerante, del resto, è una realtà che si va sempre più affermando sul mercato turistico, raccogliendo ben il 12% dei flussi in Italia e il 30% in Europa. E negli ultimi anni è arrivato anche il supporto istituzionale, “con un bando di 5 milioni di euro per incentivarne lo sviluppo, di cui 1 milione e mezzo per la realizzazione e l’adeguamento di aree attrezzate per camper e roulotte e 3 milioni e mezzo per la segnaletica turistica”, spiega Elisabetta Calabri, dirigente della Regione. “L’iniziativa – ha proseguito la Calabri – si inserisce nell’ambito dei progetti interregionali di sviluppo turistico dell’Appennino Centrale promossi a valere sui fondi della Legge n°135/2001, con il coinvolgimento anche di Molise e Abruzzo (come capofila)”.
“L’obiettivo” fa sapere Claudio Mancini, assessore al Turismo della Regione – “è di arrivare alla definizione di un sistema organizzato di accoglienza che operi da lente di ingrandimento nei confronti di itinerari meno conosciuti ma di grande valore naturalistico, storico-artistico e culturale”. E S.Donato Val di Comino è una delle destinazioni di eccellenza del plein air laziale. A metà strada tra Roma e Napoli, sul confine tra Lazio e Abruzzo, S.Donato è uno dei Borghi più belli d’Italia, certificato dalla Bandiera Arancione del Touring Club insieme soltanto a altre 16 località nella Regione (il 10% di tutti i comuni laziali sotto i 15.000 abitanti). Porta d’ingresso del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Castrum di origine sannitica si è sviluppato intorno all’abbazia benedettina (attuale Santuario) di S.Donato.
Il patrimonio naturalistico e la ricchezza di testimonianze religiose attraggono così in questi luoghi il turista en plein air, che può fruire di 7 itinerari nel Parco, incrociando i suoi passi con una parte del cammino della Via Francigena, fino a una capacità ricettiva del borgo che si attesta intorno ai 170/180 posti letto.
I dintorni, poi, sono altrettanto ricchi di storia, cultura, arte e tradizioni enogastronomiche: dal Museo Archeologico di Atina, che raccoglie importanti testimonianze dell’epoca pre-romana; al Castello di Alvito, cuore del feudo della potente famiglia dei Cantelmo; alle aziende di ristorazione locali che offrono il meglio dei prodotti tipici del territorio. Una chicca della zona, in questo senso, è rappresentata da “Casa Lawrence”, a metà tra un agriturismo e una casa-museo. Per il viaggiatore che lo desideri, infatti, è possibile soggiornare nelle camere che ospitarono agli inizi del ‘900 lo scrittore David Herbert Lawrence, dando i natali anche a uno dei suoi romanzi (L’amante perduta), in una curiosa sintesi tra gusto e cultura, curiosità letteraria e piaceri enogastronomici.
Giulia Tossici
(13/10/2009)
in foto (da sx): Josep Ejarque, Antonio Percario, Elisabetta Calabri


