Emilia-Romagna: annunciato piano pluriennale sul turismo 2009-2011
Un Piano pluriennale 2009-2011 per pianificare investimenti e strategie per il turismo dell’Emilia-Romagna. Questa l’arma annunciata dal governo regionale, durante la Conferenza sul turismo svoltasi a Riccione, per invertire la tendenza negativa del turismo locale, che quest’anno ha registrato una lieve flessione: -1,7% di arrivi e -2,2% di presenze.
Un calo contenuto ma che arriva dopo una crescita costante nel decennio 1997-2007. In dettaglio, per il 2008 le stime parlano di 8.667.000 arrivi e di 52.767.000 presenze. Per la maggior parte italiani, con una presenza estera del 23,5% degli arrivi e del 21,1% delle presenze.
Fra le ragioni del calo vi è l’accentuata flessione della domanda nazionale dovuta principalmente alla forte concorrenza dei paesi esteri, alla frammentazione delle vacanze e alla riduzione della durata dei soggiorni.
Secondo l’assessore regionale al turismo Guido Pasi, vi sono poi criticità dovute alla mancanza di risorse e di politiche strutturali. “La sequenza dei trasferimenti dallo Stato alla nostra regione -ha detto Pasi- sulla base dell’unica legge esistente parte, nel 2002, da poco meno di 19 milioni di euro e passa a zero nel 2005, quando scompare il fondo nazionale che trasferiva i finanziamenti per il turismo. Da tre anni a questa parte sono rimasti solo spiccioli per i progetti interregionali”.
“E’ dalla Finanziaria 2001 -aggiunge Pasi- che non vengono immesse vere risorse nel settore ed è da tempo immemorabile che il turismo italiano è senza governo, senza pensiero, senza progetto”.
Secondo l’assessore al turismo dell’Emilia Romagna, il ruolo di regista dovrebbe essere svolto dall’Enit. Ma ad essa non vengono date risorse adeguate: “perfino l’Austria fa più di noi”, afferma Pasi, sostenendo che “invece il turismo ha bisogno di strade, di aerei, di alberghi, di operatori e personale, di urbanistica, di credito”.
Secondo la tesi formulata da Paesi e dal presidente regionale Vasco Errani, per rilanciare il turismo è necessaria un’azione più incisiva del Governo centrale ed una nuova legge quadro che definisca la collaborazione tra il pubblico e il privato nel settore e il ruolo dello Stato, delle regioni e degli enti locali. Che sostenga un forte coordinamento degli interventi, la promo commercializzazione dei prodotti turistici, le azioni di co-marketing nei paesi emergenti, sulla linea tracciata dalla stessa regione Emilia-Romagna che, nel periodo 1998-2008 ha investito 200 di euro per la promo commercializzazione e 340 milioni di euro per interventi infrastrutturali e strutturali nel settore turismo, di cui 260 destinati agli enti pubblici e 80 ai privati.
A.S.


