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CONFINDUSTRIA AICA, ALBERGHI E FEDERTURISMO: “NO A TASSA DI SOGGIORNO”

16.07.2010 18:48



“La tassa di soggiorno è una tassa sulle imprese che colpisce esclusivamente le aziende alberghiere e l’intera filiera di settore in un momento di gravissima crisi come quello che stiamo vivendo”. È l’intervento del Presidente di Confindustria Alberghi, Maria Carmela Colaiacovo, in merito alla manovra economica approvata ieri in Senato e diffuso in una nota stampa da Confindustria AICA, Confindustria Alberghi e Federturismo. “I dati sui primi cinque mesi dell’anno rilevati dall’Osservatorio AICA sono chiari” aggiunte Elena David, Presidente Confindustria Aica: “se l’occupazione a Roma sale del +12.7% rispetto al 2009, le tariffe alberghiere sono invece in netta contrazione”. “Dopo la flessione del -15.4% sul prezzo medio di vendita di una camera registrata nel 2009, il dato consuntivo al 31 maggio 2010 conferma l’andamento con un’ulteriore diminuzione del -8%” conclude la Presidente David.
Un trend – si legge nella nota stampa – confermato a livello nazionale: secondo l’Osservatorio STR Global, il comparto alberghiero nel 2010 registra un calo del -5.5% dei prezzi medi La difficile situazione è confermata anche dai dati sulla bilancia dei pagamenti turistica diffusi dalla Banca d’Italia, che mostrano una riduzione delle spese dei viaggiatori dell’Unione Europea, con una punta del -13.7% per i viaggiatori del Regno Unito. Sebbene col Comune di Roma si sia aperta una riflessione per considerare soluzioni alternative” si legge ancora nel comunicato –  l’approvazione del testo così come è formulato nella manovra finanziaria apre la strada alle richieste di quei comuni che potrebbero considerare la tassa sul turismo come facile soluzione per ripianare i bilanci.
“L’industria turistica italiana” commenta a sua volta il Presidente di Federturismo Confindustria, Daniel John Winteler, “paga già un prezzo molto caro rispetto a altre destinazioni che hanno costi d’impresa nettamente inferiori. Questo provvedimento rischia di colpire un settore produttivo che si trova a vivere un momento davvero delicato e difficile”. “È evidente”, prosegue Winteler “il contrasto con le dichiarazioni di pochi mesi fa del Governo, quando si proponeva un raddoppio del pil turistico come ricetta per la crescita economica e occupazionale”. Il presidente di Federtustimo conclude invocando invece interventi sulla destagionalizzazione e un “immediato ripensamento su un intervento che inasprirebbe la crisi e che rischia di determinare serie ripercussioni sul fronte occupazionale”.

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